Coro K2


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La montagna

Il "K2"



La conquista del K2

Il 31 Luglio 1954 alle ore 18 Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, furono i primi Alpinisti al mondo a mettere piede sulla vetta del K2 che, con i suoi 8.611 mt, è la montagna più alta della catena del Karakorum ed è anche la seconda al mondo, dopo l'Everest che si trova nella catena dell'Himalaia e che, con i suoi 8.848 è la montagna più alta della Terra.
L'Everest era stato conquistato l'anno precedente dall'inglese Hilary e dallo sherpa Tentsing.
In quegli anni l'Italia, dopo essere uscita da una guerra lunga e disastrosa, era in pieno fermento costruttivo, in grande espansione economica ed era anche alla ricerca di una impresa importante che la riqualificasse agli occhi del mondo.

La Spedizione per la conquista del K2 venne organizzata in questa ottica, vi furono destinati grandi mezzi e fu affidata al Prof. Ardito Desio, uomo di scienza che era anche un Militare. Desio condusse la missione con pugno di ferro, senza curarsi molto della problematiche e degli inevitabili dissidi personali nati fra gli uomini che componevano il gruppo degli Alpinisti. Il risultato del suo piglio militaresco è stato il cinquantennale dissidio fra alcuni degli uomini della spedizione che si è trascinato in vari Tribunali fino ai nostri giorni. Per delineare il personaggio Desio va detto che condusse la Spedizione senza mai abbandonare il Campo Base. (per la conquista della vetta di Campi ne vennero attrezzati otto, più il nono improvvisato prima dell'ultimo e definitivo balzo!). Ma questa è una storia di umane miserie che nulla toglie alla Grande impresa compiuta da un pugno di grandi alpinisti.
Della spedizione fecero parte i migliori scalatori dell'epoca: Erich Abram, Ugo Angelino, Walter Bonatti, Achille Compagnoni, Cirillo Floreanini, Pino Gallotti, Lino Lacedelli, Mario Puchoz, Ubaldo Rey, Gino Soldà e Sergio Viotto. Vi presero inoltre parte alcuni studiosi, il medico Mario Pagani ed il fotografo-cineoperatore Mario Fantin al quale dobbiamo le bellissime immagini che sono poi servite per il Documentario sull'impresa realizzato dal Regista Marcello Baldi nel 1955.



La spedizione fu inizialmente segnata dalla tragedia della morte di Mario Puchoz , guida di Courmayeur, colpito da polmonite che venne seppellito al campo base. L'insistenza di Desio nel far continuare immediatamente le operazioni fu causa della insanabile frattura fra il capo spedizione e il gruppo di alpinisti, soprattutto il cosiddetto "gruppo di testa", composto da Compagnoni, Lacedelli, Walter Bonatti (considerato, pur giovanissimo,uno dei migliori alpinisti al mondo), Erich Abram, e Ubaldo Rey (un'altra guida di Courmayeur).

Abram, Bonatti e Rey fecero il grosso del lavoro di messa in opera delle corde fisse sulla cosiddetta Piramide Nera, la difficile zona rocciosa poco sotto i 7000 metri che contiene il famoso Camino Bill.

Il 30 luglio, il giorno prima della salita finale, si rischiò un altro dramma: Bonatti e il pachistano Mahdi, che portavano le bombole d'ossigeno al nono campo dove Compagnoni e Lacedelli, designati per conquistare la cima, li attendevano, non riuscirono a raggiungere la tenda del nono campo (da Compagnoni e Lacedelli posta più in alto di quanto concordato la sera prima per facilitare, a loro dire, la salita in vetta del giorno dopo). Al sopraggiungere dell'oscurità, Bonatti e Mahadi si trovarono così impossibilitati sia a salire sia a scendere.

Essi dovettero quindi bivaccare all'aperto in condizioni climatiche proibitive, su un gradino di ghiaccio in mezzo a un ripido canalone che il vento notturno riempiva di neve, senza tenda e senza sacchi pelo, e sopravvissero solo grazie alla loro eccezionale forza fisica. Mahdi riportò un congelamento che obbligò all'amputazione di tutte le dita dei piedi.
La mattina dopo Compagnoni e Lacedelli scesero a prendere le bombole dove Bonatti e Mahdi le avevano lasciate e con esse fecero la salita finale Al ritorno entrambi erano in condizioni psicofisiche molto difficili e a Compagnoni fu necessaria l'amputazione di due dita.
Abbiamo visto come il K2 sia la seconda vetta del Mondo; per difficoltà nella ascensione è, invece, senza dubbio la "prima", molto maggiore di quella dell'Everest. Ne è prova che la seconda scalata è avvenuta solo 23 anni dopo la prima (cioè solo nel 1977) e fino al 2007 solamente 278 persone (di cui 35 italiane) hanno raggiunto la vetta contro le oltre 3000 che hanno raggiunto quella dell'Everest; inoltre 77 persone vi hanno perso la vita.
Il K2 ha dovuto attendere fino al 1978 per essere scalato senza ossigeno (Louis F. Reichardt, USA).
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