Coro K2


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Origini del Coro

Il "K2"

CORO K2 Origini

il gruppo corale K2 è nato nel gennaio del 1968 oltre quarant'anni fa, presso il centro di lettura di Costigliole d'Asti che era condotto dal Maestro Claudio Solaro.
Il signor Adriano Gozzelino manifestò al maestro Solaro l'intenzione di costituire un gruppo corale per tenere vive le tradizioni canore dalla nostra terra Costigliolese e fu subito stilato un primo elenco di amici che potevano essere interessati all'argomento. In poche sere,grazie al passa-parola si radunarono una ventina di amici provenienti dal Capoluogo e dalle frazioni del Comune: Motta, Boglietto, Bionzo, Madonnina, San Carlo. Quelle persone rappresentavano anche un po' tutte le categorie di lavoratori: oltre ai coltivatori diretti c'era il "tulè", (il compianto Enrico Tartaglino che diventerà il Portabandiera del gruppo) " 'l minusiè" Serafino Massaro (altro personaggio scomparso che del gruppo fu anche il primo Presidente), c'era il capomastro Clemente Garbarino (affettuosamente chiamato "casora" e scomparso anche lui).
Il migliore Maestro di Coro dei dintorni era Attilio Saglietti di Castagnole.che aveva già diretto con successo altri Cori e li aveva portati ad ottimi successi.
Claudio Solaro lo contattò per portarlo a Costigliole. Il Maestro Saglietti era, a causa di molteplici impegni, molto restio e Solaro dovette implorarlo rassicurandolo che si trattava solo di esprimere un giudizio sulle voci dei cantori. Avrebbe dovuto trattarsi soltanto di una consulenza…La "consulenza" durò fino alla fine del !986 con prove per diverse sere la settimana. La Sua fatica ed il Suo lavoro venivano ripagati dalla buona volontà e dai progressi dei cantori: sei mesi di tirocinio ed il Gruppo era pronto anche se con soltanto 3 canti in repertorio.
L'esordio avvenne sul palcoscenico del teatro comunale. Cominciò così una bella storia che dura da oltre 40 anni!!

Perchè il nostro Coro venne chiamato "K2"

L'eco della conquista del K2 da parte della Spedizione Italiana fu enorme , ne parlarono tutti i giornali e le fotografie di Lacedelli e Compagnoni sulla vetta comparvero sui rotocalchi di tutto il mondo.
I filmati girati dal Video-operatore Fantin nel 1955 vennero utilizzati dal Regista Marcello Baldi per uno splendido film-documentario che , come colonna sonora, aveva due brani tradizionali valdostani che il Maestro Tino Usuelli armonizzo' in modo superbo. Si trattava di "Montagnes Valdotaines" e di "Belle rose du printemps".


Quando nell'Aprile 1968 fu fondato il nostro sodalizio, sul nome non ci furono dubbi:"K2" e come canto "simbolo" si pensò subito a "Belle rose du printemps".
Quel canto fu provato e riprovato spesso abusando delle doti di pazienza che aveva il Maestro Saglietti, nostro primo Maestro. (Purtroppo dobbiamo dire "aveva" perché ci ha lasciato alcuni mesi fa. A noi ora piace pensarlo come Maestro e Direttore di un Coro con voci molto più duttili, malleabili ed educate delle nostre che gli consentano finalmente esecuzioni impeccabili e senza sbavature. Quelle esecuzioni capaci di fare felice un Grande Maestro come Lui e che il nostro Coro non ha mai saputo regalargli.)
Prova e riprova l'esecuzione di "Belle Rose du printemps" è diventata "passabile". Da allora è l"INNO" del "CORO K2".
A questo primo canto si unirono nuove esecuzioni e si decise di affrontare , per la prima volta il Pubblico.

Era il 18 Aprile 1968

Da allora il "CORO K2" esegue "Belle rose du printemps" ad ogni pubblica esibizione.

Maestri che hanno collaborato

Dall'indimenticabile Maestro Attilio Saglietti a Francesco Mo

Dal 1968, anno della fondazione del K2 alla Direzione Artistica della Compagine si sono alternati i seguenti Maestri:

* Attilio Saglietti, di Castagnole Lanze, fu il primo Maestro e collaborò con incommensurabile passione fino al 1986. Grande Musicista, autore di branifamosi (vedi "Il faro blu") resta tutt'ora "nell'anima di molti cantori".
* Mario Dellapiana, quotatissimo Maestro Neivese ora Direttore di 2 importantissimi cori di Asti.
* Giuseppe Gai di Asti, musicologo insigne.
* Giuseppe Tagliaferro di Castagnole Lanze, Maestro preparatissimo ed esigente.
* Francesco Mo, l'attuale Maestro.


La stagione del cuore, oggi, ci porta il dolore.....
Così, parlando a braccio, Piero Montanaro, il Musicista, cantante, paroliere e presentatore astigiano che tutti conosciamo, si è espresso nell'Orazione Funebre nella Parrocchiale di S. Bartolomeo, in ricordo del MaestroSaglietti:

"E tocca anche me, caro Maestro, come tuo ex alunno, dopo ben 50 anni dalle scuole elementari, portarti questo estremo saluto. Te lo debbo anche a nome di centinaia di altri alunni tuoi che hai avuto nella tua lunga carriera di Maestro, a Coazzolo e a S. Bartolomeo.
Ma io ti debbo tanti grazie personali, quei grazie rimasti, spesso, nel cuore, inespressi ma che tu, da Maestro di vita, conoscevi bene. Grazie se hai saputo incanalare la mia vivacità di bambino facendomi scegliere lo studio. Grazie a te, ho scelto, prima le scuole medie e poi le magistrali. Addirittura sei stato tu a portarmi alla Fulgor ad Asti.
E, quando sono diventato maestro anch'io, mi hai chiesto di darti del "tu". Ma, anche se ne ero lusingato, non mi è stato facile tanto che ho continuato a chiamarti Maestro.
Ma un'altra passione hai saputo donare e far crescere anche a me: quello della musica.Hai sempre seguito le mie vicende artistiche, di cantante, di autore di canzoni, di conduttore di trasmissioni.

Spesso, nei nostri incontri, ne parlavamo. Ma tu eri informato, sempre. Che tu vivessi a Castagnole o a Spotorno….
Anche se ormai, per la tua salute, erano anni che non te ne potevi più occupare, mancherai sicuramente anche a quei coristi e a quei cori che non potranno più rivolgersi a te per la tua direzione. Quanta passione vi mettevi unitamente a grande esperienza e capacità….E che emozione, per me, sapere che il mio Maestro conosceva e insegnava anche qualche mia canzone.
Maestro, mi mancherai… ci mancherai…Ogni volta che passerò davanti casa tua, mi mancherà la tua rassicurante presenza di te seduto su quella sedia. Una presenza che sembrava sfidare il trascorrere degli anni e del tempo. Quante volte ebbi a dirtelo anche per tirarti su il morale di fronte all'elenco degli acciacchi della vecchiaia che mi facevi.
Quella tua presenza che per me rappresentava tante cose: la giovinezza, le speranze, la riconoscenza: le stagioni della vita. Ma anche la certezza di una parola amica del mio Maestro. E ora, sebbene troppo tardi, mi pento di non essermi fermato più spesso invece di salutarti velocemente con la mano dall'auto andando sempre di fretta - a Coazzolo. Ora, mi pento di non essermi fermato a chiacchierare con te. Avevamo ancora tante cose da dirci e tu tante domande da pormi, da Maestro che benevolmente indaga e si informa sull'attività di un suo alunno, un alunno prediletto, ebbene sì, lo posso dire con grande orgoglio.
Grazie Maestro. E da lassù, ora, dirigi il coro degli Angeli.

S. Bartolomeo
Piero Montanaro

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